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Le
terre che andremo ad esplorare sono cariche di storia e di significati.
Forse a qualcuno sembrerà che quello che troverete scritto in seguito
è solo pura fantasia, invece vi sbagliate. Questa è la realtà
dei popoli che nella storia hanno abitato quest'area della Sicilia chiusa
dall'ombra di Rocca Busambra e dai confini del Bosco della Ficuzza. L'invasione
della penisola Balcanica da parte dell'impero ottomano nel XV secolo d.c.
provocò la prima
grande diaspora shquipetara nel mondo. Shquipetara vuol dire albanese,
il nome che poi venne attribuito a questi popoli. In Sicilia vennero ben
presto occupati pacificamente dei luoghi, ricadenti nella provincia di
Palermo, in cui ancora oggi si mantengono la lingua, le tradizioni e i
riti. Questi luoghi, in cui la cultura Arbëreshe dopo cinquecento
anni continua a mantenersi inalterata nel tempo, ricadono nei comuni di
Contessa Entellina, Mezzojuso, Palazzo Adriano, Piana degli Albanesi,
Santa Cristina di Gela. Assieme alla lingua, il rito costituisce il tratto
più importante dell'identità della comunità Arbëreshë,
la cui conservazione ha del miracoloso se si pensa che sono sopravvissuti
entrambi per così lungo tempo. Questa cultura è un unicum
irripetibile e un patrimonio internazionale. La lingua parlata dagli albanesi
d'Italia è l'Arbëresh, varietà del tosco (il tosk è
il dialetto parlato nel sud dell'Albania), con alcune inflessioni tratte
dal ghego (il geg è il dialetto parlato nel nord dell'Albania)
e contaminazioni sviluppatesi durante la permanenza in Italia. Nel 1908
si è deciso di accettare l'alfabeto latino.
Si calcola che solo il 45% dei vocaboli arbëresh siano in comune
con la lingua albanese e che un altro 15% sia rappresentato da neologimi
creati da scrittori italo-albanesi e poi passati nella lingua comune;
il resto è frutto di contaminazione con l'italiano ma soprattutto
con i dialetti delle singole realtà locali.
Una delle caratteristiche peculiari della lingua arbëresh è
la mancanza di vocaboli per la denominazione di concetti astratti, sostituiti
nel corso dei secoli da perifrasi o da prestiti dalla lingua italiana.
Esistono numerose comunità albanesi (Arbëreshë) di antico
insediamento (XV-XVI-XVII secolo) distribuite nel Mezzogiorno d'Italia:
Sicilia, Calabria, Basilicata, Puglia, Campania, Molise. Tutto il Campo
Explò sarà permeato dal Rito Bizantino Albanese.
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