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LE ICONE::.
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Annunciazione:
la festa dell'annunciazione esalta la divina maternità di Maria (Concilio
di Edeso del 431).
L'icona ci presenta Gabriele e la Vergine in piedi, uno di fronte all'altro
in un dialogo muto di sguardi e di gesti. La mano di Maria è rivolta
verso l'Arcangelo quasi a fermarlo. La vergine è rappresentata in
piedi su un trono regale mentre fila una matassa color porpora per il velo
del tempio. Quel velo è il corpo di Gesù che ha preso carne
in lei. La Vergine ha il capo chino in ascolto dell'angelo mentre Cristo
prende forma nel suo seno: Gesù è infatti simbolicamente rappresentato
nelle pieghe del manto. L'arcaica solennità dell'arcangelo si manifesta
nella dolce fermezza del movimento benedicente del braccio.
La natura umana di Maria è simboleggiata dalla tunica verde-blu,
mentre il manto rosso scuro indica che essa è stata rivestita di
regalità divina.
La grotta che si apre nel suolo tra la Vergine e Gabriele è simbolo
della morte e degli inferi e allude alla natività di Cristo: Egli
entrò in quella grotta per riscattare il mondo dalla morte e dal
peccato.
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| PRENOTATO DA: |
Natività
di Gesù
l'icona della natività è dominata dalla montagna che si apre
in una grotta, simbolo degli inferi da cui Gesù ha riscattato il
mondo dalla morte e dal peccato. Cristo è fasciato come un morto
e deposto nella culla-sepolcro. L'asino e il bue rappresentano Giudei e
Pagani, la stella e gli angeli la presenza della Trinità, i Magi
le donne al sepolcro con gli aromi. Giuseppe tentato dal demone-pastore
rappresenta l'umanità incredula, su cui attenta vigila Maria. In
basso a destra sono rappresentati Eva che versa l'acqua per il bagno rituale
del bambino e Salomè, paralizzata per aver voluto verificare la verginità
di Maria, viene miracolosamente guarita.
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| PRENOTATO DA: |
Presentazione
al tempio (HYPAPANTE-incontro)
è la festa dell'incontro tra l'umanità e Cristo: Maria offre
Gesù ; Simeone e Anna ormai vecchi lo ricevono con gioia; Giuseppe
li assiste stupito e pensoso. La scena evangelica si svolge all'interno
del Santuario dove Simeone va incontro a Maria, abbraccia il bambino e profetizza
su entrambi: Gesù morirà in croce, segno di contraddizione,
e anche Maria sarà trafitta nell'anima da una spada. Altre due persone
partecipano all'incontro: l'ottantaquattrenne profetessa Annae Giuseppe
con l'offerta rituale di due tortore. Giuseppe come nell'icona della natività,
rappresenta l'umanità incredula davanti al Mistero.
La tenda rossa rappresenta il velo del Tempio e anche la presenza del Signore.
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| PRENOTATO DA:
Mimmo |
Battesimo
di Cristo (THEOPHANIA-manifestazione della divinità)
per l'oriente cristiano la festa del battesimo è più importante
della natività in quanto rappresenta la grande Teofania, la piena
manifestazione della divinità di Cristo. Il fiume Giordano in cui
Gesù si immerge per essere battezzato rappresenta il "sepolcro-liquido"
e anticipa la discesa agli inferi e il suo significato è identico:
attraverso la morte Cristo salva l'uomo. Oltre al Battista sono rappresentati
tre angeli (immagine della Trinità) con le mani velate, in segno
di rispetto, sono pronti a ricevere il corpo nudo di Cristo, come fosse
l'eucarestia. Sopra la testa di Cristo la terra si squarcia e compare la
colomba dello spirito che si effonde nel raggio trinitario ed una voce dal
cielo dice: "Ecco il mio figlio, ascoltatelo".
Le acque del Giordano ribollono a contatto con il corpo di Cristo.
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| PRENOTATO DA:
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Simeone
(THEOTOKOS-Colui che accoglie il Signore)
L'abbraccio tra il vecchio Simeone e il Bambino-Messia ha un'iconografia
suggestiva che rimanda all'icona della Madonna dell'Eleousa (Madre di Dio
della Tenerezza). La figura del Vegliardo Simeone è l'immagine stessa
del popolo che incontra la salvezza in Cristo. L'iscrizione sull'icona di
Simeone dice "Colui che porta Dio". L'immagine di Simeone che
abbraccia Gesù esprime una paternità spirituale.
Il bianco perfettamente simmetrico dei capelli e dalla barba incornicia
il volto dallo sguardo intenso e severo che penetra l'osservatore e lo invita
a fissare Gesù. Le pieghe della veste sono sottolineati da colpi
di luce che indicano la presenza del soprannaturale; sopra la veste Simeone
indossa un mantello di puro azzurro segnata sulla spalla da una fascia d'oro
(clavio) che indica una dignità regale.
Cristo è rappresentato in abiti regali mentre benedice e sgambetta.
La fronte ampia è simbolo di sapienza.
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| PRENOTATO DA: |
Gioacchino
e Anna
I due coniugi, anziani e senza figli, si abbracciano davanti alla porta
d'oro di Gerusalemme, nell'iconografia profana ciò indica il concepimento
di un personaggio illustre. I nomi e le vicede dei genitori di Maria non
compaiono nei vangeli canonici ma solo in un testo apocrifo (non riconosciuto
come "ispirato"). In questa icona si racconta la vicenda di Gioacchino,
ricco e pio israelita, che vede rifiutata la sua offerta al tempio, in quanto
giunto in tarda età senza discendenza. Sua moglie Anna non è
più in età feconda e Gioacchino, triste e sconsolato, si ritira
nel deserto per digiunare e pregare; visitati da un angelo concepiscono
Maria, la madre di Gesù, perché "Nulla è impossibile
a Dio".
Anna corre tra le braccia di Gioacchino, lo svolazzo del manto sottolinea
il suo trasporto, la simmetria delle braccia ed il dolce contatto tra le
guance esprimono unione. La cupola simbolica rappresenta quella che sormonta
la porta d'oro della città di Gerusalemme. Negli angoli dell'icona
sono rappresentati Gioacchino e Anna che ricevono da un angelo l'annuncio
del concepimento di Maria. Dietro gli sposi l'immagine del letto nuziale
bianco con tratteggi neri ed un cuscino porpora che ha vari significati:
il concepimento vero e proprio, una "mistica scala" (Maria) da
cui discenderà il Salvatore, l'altare del sacrificio eucaristico.
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| PRENOTATO DA: |
Natività
di Maria
Con la nascita della Vergine inizia a compiersi la storia della salvezza
dell'umanità. L'icona rappresenta l'interno della ricca casa di Anna
in cui sono descritte varie situazioni: Anna medita, quasi turbata, il mistero
che si è compiuto in lei; tre ancelle recano ad Anna una coppa, un
ventaglio colorato e delle uova, simboli di fecondità e di vita;
la levatrice, aiutata da una serve fa il bagno rituale a Maria; Gioacchino
si affaccia vigile alla finestra; Gioacchino e Anna coccolano Maria. La
Vergine è rappresentata con le proporzioni di una bambina ma i tratti
somatici di un'adulta, con il nimbo intorno al capo e le iniziali del suo
titolo regale: la Madre di Dio.
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| PRENOTATO DA: |
Visitazione
a Elisabetta
Maria ed Elisabetta si abbracciano. La futura madre del Battista benedice
Maria che, a sua volta, sorpresa dalla gioia, canta il suo Magnificat.
Al momento dell'annunciazione Maria viene a sapere dall'Arcangelo Gabriele
che anche l'anziana cugina Elisabetta, "Colei che tutti ritenevano
sterile", è al sesto mese di gravidanza. Nell'icona le due donne
si abbracciano e Giovanni sussulta di Gioia nel grembo di Elisabetta perché
sente la presenza di Gesù in Maria. Il piede di Elisabetta quasi
inciampa per la fretta, la mano di Maria sfiora il grembo della Cugina,
i corpi si protendono, le pieghe dei mantelli svolazzano nell'aria: ogni
gesto tradisce la profonda emozione che coinvolge le due donne. Il drappo
rosso steso tra i due vestiti indica che l'incontro avviene sotto lo sguardo
misericordioso di Dio. La natura umana di Maria è simboleggiata dalla
tunica verde-blu, mentre il manto rosso scuro indica che essa è stata
rivestita di regalità divina.
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| PRENOTATO DA: |
Gesù
nella sinagoga
Gesù dodicenne (età di ingresso nell'età adulta) viene
smarrito dai genitori e ritrovato nel tempio, mentre ascolta i dottori della
legge e li interroga. Gli apostoli, sconcertati e stupiti si consultano
tra loro mentre sono seduti ad emiciclo (richiamano l'iconografia della
Pentecoste).
La simmetria degli edifici, la cupola con i tetti degradanti, la prospettiva
inversa (le linee convergono verso chi guarda) sottolineano la centralità
di Cristo.
L'immagine del Tempio -trono pone Cristo benedicente all'interno dell'arca
dell'Alleanza, il luogo dove dimora la sapienza divina, la cui presenza
è evocata dai panneggi rossi sopra i tetti.
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| PRENOTATO DA: |
Giovanni
Battista
Angelo del deserto, precursore di Cristo, ultimo dei profeti e primo dei
santi, il Battista è una delle figure più affascinanti e popolari
dell'iconografia bizantina.
È rappresentato con la sua testa mozzata posta su un vassoio: fu
fatto decapitare da re erode per compiacere Salomè, figlia della
sua concubina.
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| PRENOTATO DA: |
Nozze
di cana
Questa icona è fortemente simbolica tutte le immagini sono "segni":
Cristo è il vino nuovo che rallegra il matrimonio umano. Cristo è
anche il vero sposo dell'umanità, rappresentata da Maria: l'icona
ce li presenta insieme al centro della bianca mensa nuziale. A destra gli
sposi gustano il vino nuovo, cioè la presenza di Cristo; a sinistra
i discepoli che "quel giorno" cedettero in lui. In primo piano
i servi-discepoli che preparano il vino ed uno di essi sale i gradini della
mensa portando al maestro di cerimonia la coppa per l'assaggio
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| PRENOTATO DA: |
Trasfigurazione
Nell'episodio della trasfigurazione Cristo sale con i discepoli Pietro,
Giovanni e Giacomo sul monte Tabor, una piccola altura della Galilea (588
mt s.l.m.), considerato luogo sacro. La montagna è il luogo dell'incontro
con Dio e simbolo della sua rivelazione. Sulla cima del Tabor i discepoli,
tramortiti in uno stato di estasi, vedono in piedi su una nube tra Mosè
ed Elia (i due veggenti dell'antico testamento) il corpo divinizzato di
Gesù. I discepoli sono caduti per terra colpiti dai raggi della luce
taborica "increata" che irradiava dall'aura luminosa che circondava
il corpo di Cristo.
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| PRENOTATO DA: |
Cristo
e la samaritana
Questa icona è fortemente simbolica tutte le immagini sono "segni":
Cristo è l'acqua viva, vero sposo dell'umanità, rappresentata
dalla figura della samaritana. Il colloquio tra i due è motivo di
sorpresa: parlare in pubblico con una donna per gli ebrei è motivo
di scandalo, in più la donna è infedele e, ancor peggio, samaritana.
I samaritani infatti erano in aperto contrasto religioso con i giudei.
Cristo è seduto davanti al pozzo mentre la samaritana che sta attingendo
acqua lo guarda sorpresa.
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| PRENOTATO DA: |
Resurrezione
di Lazzaro
La dinamica dell'icona nasce dal gesto imperioso di Cristo che ordina: "Lazzaro
vieni fuori". La mano destra di Cristo è tesa nel richiamare
Lazzaro dalla morte mentre la sinistra impugna il rotolo con l'elenco dei
morti. L'uomo che trattiene il cadavere per le bende e si copre il volto
per l'odore paradossalmente non si accorge che Lazzaro già apre gli
occhi. Le tre cime a destra alludono alla trinità. Il gruppo degli
ebrei racchiuso nella grotta con Lazzaro rappresenta l'umanità che
cammina nelle tenebre e guarda a Cristo per essere liberata. Maria (in rosso)
si prostra fiduciosa ai piedi di Cristo. Dietro di lei Marta (in verde)
è incerta e pensosa. I colori delle due sorelle si uniscono nell'immagine
di Cristo, in cui la divinità (rosso) è rivestita di umanità
(verde o blu). Cristo e Lazzaro sono gli unici due personaggi ad avere sul
capo il nimbo della santità.
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| PRENOTATO DA: |
Ingresso
di Gesù a Gerusalemme
Il villaggio a sinistra del monte degli ulivi è quello di Betfage,
tra Betania e Gerusalemme, dove i discepoli si recano a sciogliere il puledro.
La diagonale della grotta-montagna, da cui Cristo discende con gli apostoli,
si contrappone alla verticale della città chiusa nelle sue alte mura.
Cristo è al centro tra le due realtà: la novità della
sua presenza è sottolineata dall'altissima palma, sulla quale si
arrampicano i bambini per tagliare i rami. Salendo sull'albero (che simboleggia
Cristo) i bambini sono elevati dall'infanzia spirituale alla maturità
della fede. Cristo è l'albero della vita che colma il divario tra
il monte di Dio e la città degli uomini.
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| PRENOTATO DA: |
Cena Mistica
(ultima cena)
L'icona mostra Cristo l'eterno sacerdote che distribuisce agli apostoli
il pane. Cristo in una mandorla rossa che lo rivela come il Signore è
vestito con un semplice chitone rosso (simbolo della divinità) ed
un himation blu (simbolo della sua umanità). Giovanni e Giuda con
due gesti che sembrano simili compiono invece due azioni opposte: Giovanni
si getta al petto di Cristo per chiedergli "Signore chi è che
ti tradirà?"; Giuda invece afferra il boccone, pronto a tradirlo.
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| PRENOTATO DA: |
Lavanda
dei piedi
L'icona della lavanda dei piedi ci porta all'interno del cenacolo, mentre
Gesù sta lavando i piedi agli apostoli. L'icona riprende il gesto
di Pietro che all'inizio non vuole farsi lavare i piedi da Gesù ma
poi quando Gesù dice: "se non ti laverò i piedi non avrai
parte con me" Pietro replica: "non solo i piedi ma anche le mani
e il capo" e si indica la testa con la mano destra.
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| PRENOTATO DA:
Paolo |
Passione
di Gesù
Molte immagini della Passione si discostano dai racconti evangelici. Nel
Cristo deriso, per esempio, il gruppo degli schermitori comprende anche
dei musicanti, come nelle sacre rappresentazioni medievali. Nell'iconografia
bizantina accanto a Simone di Cirene che aiuta Cristo a portare la croce
si aggiungono i due ladroni che portano la croce, seguiti dal Cireneo con
la croce di Gesù che per ultimo viene condotto dai soldati, vestito
di rosso e identificato dal nimbo dorato. I vangeli no n specificano "come"
Gesù fu inchiodato sulla croce, in questa icona viene rappresentato
mentre sale volontariamente aiutato da due servi con le scale.
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| PRENOTATO DA: |
Crocifissione
Il Golgota, il luogo del Cranio, è rappresentato con una spaccatura
nella roccia, con un teschio, sul quale è piantata la croce. Secondo
una leggenda medievale sul golgota sarebbe stato sepolto il cranio di Adamo
con in bocca tre grani dell'albero del paradiso terrestre, dai quali sarebbe
nata la croce. Il teschio rappresenta anche la morte che viene vinta grazie
al sangue versato da Cristo per noi. La crocifissione avviene davanti alle
mura di Gerusalemme: Cristo nasce e muore fuori dalla città perché
"non abbiamo quaggiù una stabile dimora". Accanto a Cristo
sono rappresentati Maria con i colori blu (simbolo di umanità) e
rosso (simbolo di divinità acquisita) e Giovanni che si porta le
mani sul volto inorridito.
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| PRENOTATO DA:
Vincenzo |
Deposizione
Né i vangeli canonici né quelli apocrifi descrivono la deposizione
e il compianto, ma solo registrano il fatto che Giuseppe D'arimatea ottenne
da Pilato il permesso di prelevare il corpo di Cristo per seppellirlo. In
questa icona Maria bacia il figlio sulle ferite, Nicodemo stacca i chiodi,
Giuseppe D'arimatea cala il corpo senza vita.
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| PRENOTATO DA: |
Donne
al sepolcro
Alcune donne (Maria di Magdala, Maria madre di Giacomo, Salomè e
Giovanna) la mattina del lunedì di Pasqua portano gli unguenti al
sepolcro di Cristo, trovando un angelo sulla pietra rotolata via dal sepolcro.
Cristo indica a Maria di Magdala che dovrà salire alla casa del Padre,
e alle pie donne che precederà i discepoli in Galilea. Il gruppo
delle sei donne mirofore (portatrici di unguenti) e a sinistra in disparte
Maria di Magdala che dialoga con Cristo; a sinistra le mura della Gerusalemme
terrena e, in alto a destra sul monte, la Gerusalemme celeste.
L'angelo indica alle donne il sepolcro con le fasce mortuarie intatte: il
corpo di Cristo ne è uscito fuori come una farfalla dal bozzolo,
ma senza romperlo; è una prova della Resurrezione che conferma la
tradizione della Sacra Sindone.
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| PRENOTATO DA: |
Gesù
e San Tommaso
Il giorno stesso della resurrezione Cristo entra "a porte chiuse"
nella stanza dove sono radunati i discepoli. Nell'icona Cristo viene rappresentato
al centro di fronte alle porte chiuse dell'edificio mentre mostra le piaghe
a Tommaso che gli si accosta timoroso. A destra e a sinistra gli apostoli,
divisi in due gruppi, restano ammirati e stupiti. Il drappo rosso sui tetti
indica che ci troviamo all'interno mentre dietro l'esedra svettano i cipressi
curvi come gli apostoli sottostanti. Cristo in piedi su una predella luminosa
scopre il petto per lasciare che Tommaso verifichi la ferita del costato.
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| PRENOTATO DA: |
Ascensione
L'icona esprime la gioia del creato che partecipa alla salita in cielo del
suo creatore. L'umanità rappresentata da gli apostoli trova il suo
centro in Maria.
Lo schema iconografico è costante e presenta gli apostoli in piedi
intorno alla Madre di Dio, che anche se non esplicitamente citata dai vangeli,
fu certamente presente all'accaduto. Anzi l'icona mette Maria al centro
della composizione, colonna e fondamento della chiesa, asse che collega
la terra al cielo, dove in trono Cristo è assunto tra le potenze
angeliche. A terra, tra le rocce e gli ulivi, che rappresentano la partecipazione
gioiosa della natura alla liturgia cosmica, gli angeli della resurrezione
rimproverano gli apostoli agitati. Maria l'unica con il nimbo, simbolo di
santità conserva un'ineffabile tranquillità: in lei si incontrano
il mondo angelico e quello terrestre.
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| PRENOTATO DA: |
Dormizione
di Maria
In Occidente si parla di "Assunzione" in cielo, senza che il corpo
di Maria conosca la corruzione del sepolcro; per il culto Orientale invece
Maria si è addormentata (Dormitio). Gabriele annuncia alla vergine
la morte, Maria chiede di rivedere gli apostoli, prega sul monte degli ulivi
(dove si trova la sua casa) e prepara il letto funebre; è allora
che gli apostoli si radunano a Gerusalemme per il compianto funebre. Dietro
il feretro Cristo appare con l'anima di sua Madre.
Le porte del paradiso si aprono e Maria sale trasportata dagli arcangeli,
i dodici apostoli viaggiano sulle nubi del cielo verso Gerusalemme, dove
la madre di Dio li ha convocati. Gli edifici rappresentano la casa di Maria
ed il tempio di Gerusalemme, punto di arrivo della processione.
A sinistra di Maria è rappresentato Pietro con l'incensiere e ai
piedi del letto Paolo in preghiera, assistiti dagli angeli, dagli apostoli
e dalle pie donne. La struttura della composizione è segnata dall'orizzontale
del corpo della Vergine, dalla quale si stacca la verticale di Cristo con
in braccio Maria in fasce. In primo piano un angelo mozza le mani all'empio
Jeofania che vuole rovesciare il feretro.
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| PRENOTATO DA: |
Esaltazione
della croce
Per cancellare la memoria dei luoghi della passione, venerati dai primi
cristiani, l'imperatore Adriano aveva fatto costruire sul golgota un tempio
dedicato a venere. Nel 326 Elena, la madre dell'imperatore Costantino, che
aveva dato libertà al culto dei cristiani trovò il Santo Sepolcro
e a poca distanza, i resti dei tre patiboli, i chiodi e la scritta della
crocefissione. Sul luogo sorse la Basilica del Santo Sepolcro inaugurata
il 13 settembre del 335. il giorno dopo venne istituita la festa dell'esaltazione
della croce. L'icona rappresenta il momento in cui il patriarca Macario
si porta nel centro della chiesa e, aiutato dai diaconi, innalza un centinaio
di volte la reliquia della croce in direzione dei quattro punti cardinali.
La slanciata figura di Cristo si identifica perfettamente con la biancheggiante
cattedrale del Santo Sepolcro. Intorno a Lui la Madre di Dio, Giovanni Battista
e i santi vescovi in processione.
La parte superiore è dominata dagli edifici sacri, il paesaggio sottostante
è caratterizzato dalle rocce e dall'alveo del fiume. La cima della
montagna su cui poggiano i piedi di Cristo ricorda il monte Tabor dove si
trasfigurò: la luce divina si irradia sulle sfaccettature delle rocce.
Il legno della croce è immerso nelle acque del fiume che vengono
benedette e vivificate così da diventare fonte di guarigione per
i malati.
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| PRENOTATO DA: |
Eleousa
È una delle immagini più popolari e diffuse sia in occidente
che in oriente che sottolinea l'intensità affettuosa e di tenerezza
tra Maria e Gesù. Maria stringe a se Gesù, i volti non sono
più rigidi e frontali ma rivolti l'uno verso l'altro, le guance si
sfiorano e il figlio si aggrappa all'orlo del manto materno.
La dolcezza dell'espressione assorta di Maria che si china, quasi per ricevere
un bacio da Gesù, esprime un affetto profondo velato, in particolare
nello sguardo degli occhi, dal pensiero della futura passione. Gesù
con il manto dorato, simbolo di regalità, si aggrappa con le mani
al maphorion di Maria ad indicare l'unione tra Cristo e la Chiesa. Il volto
di Cristo ha la fronte molto ampia simbolo di Sapienza. Le tre stelle sulle
spalle e sulla fronte di Maria indicano la triplice verginità: prima,
dopo e durante il parto. I colori delle vesti rappresentano quello interno
di colore blu la sua natura umana originarie e quello di colore rosso la
sua natura divina acquisita.
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| PRENOTATO DA: |
Maria
del gioco
Gesù in braccio alla Madre non si agita per vivacità infantile,
né per gioco o capriccio: come nell'orto degli ulivi egli ha il presentimento
della passione e ne prova angoscia e paura. Anche nello sguardo di Maria
si riflette la tristezza infinita al pensiero della futura passione del
Figlio e con la bocca sfiora la guancia del bambino.
Dal punto di vista iconografico si ripetono i simboli dell'Eleousa. Gesù
con il manto dorato, simbolo di regalità, si aggrappa con le mani
al maphorion di Maria ad indicare l'unione tra Cristo e la Chiesa. Il volto
di Cristo ha la fronte molto ampia simbolo di Sapienza. Le tre stelle sulle
spalle e sulla fronte di Maria indicano la triplice verginità: prima,
dopo e durante il parto. I colori delle vesti di Maria rappresentano: quello
interno, di colore blu, la sua natura umana originaria e quello di colore
rosso la sua natura divina acquisita.
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| PRENOTATO DA: |
Maria
della passione
La madre di Dio della Passione, nota in occidente come la Madonna del perpetuo
soccorso è una variante teologica dell'odighitria.
Qui il riferimento alla passione è esplicito: due angeli appaiono
ai lati del Nimbo che circonda il capo della Vergine e mostrano a Gesù
la croce, la lancia e la spugna. Gli angeli rivelano così quale sia
il motivo che agita il bambino tra le braccia di Maria e carica di angoscia
e tensione il volto della Madre. Gesù in particolare con entrambe
le mani si aggrappa al pollice della mano di Maria
Il volto di Cristo ha la fronte molto ampia simbolo di Sapienza. Le tre
stelle sulle spalle e sulla fronte di Maria indicano la triplice verginità:
prima, dopo e durante il parto. I colori delle vesti di Maria rappresentano:
quello interno, di colore blu, la sua natura umana originaria e quello di
colore rosso la sua natura divina acquisita.
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| PRENOTATO DA: |
Maria
delle tre mani
Questa immagine nasce nell'VIII secolo in Siria durante la lotta in difesa
delle icone. L'imperatore iconoclasta Leone III Isaurico per contrastare
Giovanni Damasceno, difensore del culto delle immagini, lo accusò
ingiustamente davanti al califfo di Damasco, che gli fece tagliare la mano
destra. Giovanni Damasceno passò la notte in preghiera e promise
a Dio che se la mano gli fosse stata restituita avrebbe continuato nella
sua lotta in difesa delle icone. La Vergine gli apparve in sogno guarendolo.
In questa icona viene rappresentata la terza mano che esce "naturalmente"
dal manto della vergine.
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| PRENOTATO DA: |
Maria
galactrophusa
Le icone che rappresentano questo tema sono molto rare perché il
soggetto contrastava con la solenne ieracità delle icone bizantine.
Il significato sacro è quello del Bambino che è Dio che, attraverso
il seno della vergine, comunica con l'umanità. La vergine è
anche rappresentazione della Chiesa che attraverso il Verbo di Dio nutre
gli uomini.
Dal punto di vista iconografico i simboli e i colori si ripetono come in
tutte le icone. Gesù con il manto dorato, simbolo di regalità,
è rappresentato con una fronte molto ampia simbolo di Sapienza. Le
tre stelle sulle spalle e sulla fronte di Maria indicano la triplice verginità:
prima, dopo e durante il parto. I colori delle vesti di Maria rappresentano:
quello interno, di colore blu, la sua natura umana originaria e quello di
colore rosso la sua natura divina acquisita.
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| PRENOTATO DA: |
Cristo
Acheropita
La tradizione occidentale identifica il "vero" volto di Cristo
nell'impronta che Gesù lasciò miracolosamente impressa sul
telo che la Veronica usò sul Calvario per asciugargli il volto.
Per l'oriente cristiano invece il vero Santo Volto è il mandyllion,
il ritratto che Gesù mandò a Emessa per guarire il re Abgar;
nascosto in un muro fu ritrovato nel 545 e trasferito a Costantinopoli nel
944. l'immagine che rimase esposta in Santa Sofia fino al 1204, sparì
all'inizio della IV crociata, potrebbe corrispondere alla Sacra Sindone
di Torino.
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| PRENOTATO DA: |
Cristo
pantocratore
Cristo rappresenta l'unione ipostatica (cioè personale) di due nature,
l'umana e la divina. L'immagine del Cristo Pantocratore, cioè Signore
dell'Universo, è l'immagine stessa della vittoria della fede sull'iconoclastia.
Il nimbo presenta le lettere O O N che significano "Colui che è".
Gli occhi spalancati e asimmetrici sono fissi oltre i confini dello spazio
e del tempo. La mano sinistra tiene un vangelo aperto, mentre la destra
benedicente forma con le dita raccolte le iniziali del monogramma di Cristo:
IC XC (Iesus Cristos) scritto anche in alto ai lati del nimbo.
Il manto rosso scuro (chitone) attraversato dalla fascia dorata (stichos
o clavus) esprime la divina regalità di Cristo che si è rivestito
dell'umana natura, simboleggiata dal colore verde-blu del manto (Himation).
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| PRENOTATO DA:
Samuele |